Perché un nuovo ecomuseo

Fin dalla sua costituzione, l’Amministrazione comunale di Bagnacavallo segue con interesse l’attività, sia didattica che espositiva, dell’Associazione culturale Civiltà delle Erbe Palustri di Villanova nata per iniziativa delle famiglie Bagnari e Barangani e ospita, in locali di proprietà pubblica, le collezioni raccolte in oltre vent’anni anni di lavoro. Ma le cinque stanze (la sede) utilizzate fino ad oggi per conservare i numerosi manufatti non consentivano più un’osservazione ordinata e la completezza di un racconto che ogni giorno si arricchisce di nuovi contributi.

Ecomuseo-Bagnacavallo_bici

La decisione di una nuova collocazione, più consona a quel grande patrimonio, non deriva però solo da esigenze logistiche, ma dalle considerazioni fatte sui valori e sulle potenzialità che un sapere antico, come quello dell’intreccio delle erbe spontanee, può riproporre ai giorni nostri. Al tempo stesso è la risposta ad una domanda, espressa dalla comunità locale, di rappresentare un forte tratto identitario, capace ancora di coinvolgere diverse generazioni del territorio.

La storia di un ambiente naturale oggi sempre più circoscritto, come quello delle zone umide in margine al Parco del Delta del Po, l’abilità e la fatica dei primi abitanti di queste zone, profondamente mutate, l’organizzazione manifatturiera che Villanova si è data per oltre un secolo, rappresentano un motivo di attenzione e di recupero delle forme economiche basate sulla tradizione, sui saperi e sul rispetto per l’ambiente che l’ha generata.

L’idea del trasferimento e dell’ampliamento dell’Ecomuseo di Villanova si inserisce in un più ampio progetto europeo che ha come obiettivo la “valorizzazione e il rafforzamento dell’attrattività delle stazioni ravennati del Parco del Delta, per uno sviluppo territoriale sostenibile e di alta qualità scientifico-culturale e ambientale per l’intero sistema turistico-costiero dell’Emilia-Romagna”. L’Ecomuseo entra così a far parte del circuito dei sette Centri visita del Parco regionale del Delta del Po, dove è possibile conoscere da vicino le manifatture e la vita sociale determinata e condizionata dalle risorse naturali presenti in questo ambiente.